Oggi ho fatto i biscotti. [Ne trovate traccia e foggia nelle foto qui a lato]. Adesso la mia casa è immersa in un avvolgente aroma di zucchero misto a cioccolato. E io sono automaticamente di buon umore.
Chi mi conosce sa della mia passione per la cucina. Per i dolci in particolare. Sa che amo regalare dolcetti, ogni volta che posso. Amici e vicini di casa sono le cavie preferenziali di ogni mio esperimento culinario. Quando si organizza una cena, io sono sempre l'incaricata del dessert. Non c'è discussione.Chi mi conosce lo sa. Nella mia lista dei "cinque lavori che vorrei fare da grande", al secondo posto c'è pasticcera. Viene subito dopo scrittrice. E non vi sto a dire quante volte mi sono sentita ripetere: "Se dovesse andarti male con la scrittura, puoi sempre buttarti sui dolci". Non mi è mai sembrato un brutto 'ripiego', anzi. L'idea è sempre lì, in agguato. Perché cucinare mi rende felice. Come scrivere.
In cucina non ho paura di soffrire di noia. Quando un dolce mi riesce bene, non lo faccio quasi mai una seconda volta. A meno che non mi venga espressamente 'richiesto'. Oppure non ce ne sia la necessità per un'occasione particolare. Altrimenti, faccio qualcosa di nuovo. Di diverso. Per non fossilizzarmi sulle certezze, per cercare la sorpresa. Se, al contrario, un dolce non mi riesce, allora faccio almeno un secondo (raramente un terzo) tentativo. Se ho successo, bene. Altrimenti, abbandono per sempre la ricetta… nella convinzione che non sia 'adatta' a me.
Della cucina mi piace tutto: preparare gli ingredienti sul tavolo, pesarli, accendere il forno, mescolare tutto come in una delicata pozione, sporcami le mani, ripulire il fondo della terrina con le dita e poi infornare. Se ho tempo, rimango anche ad osservare lo sportello del forno… per vedere con i miei occhi compiersi la magia. L'impasto che lievita, che cambia colore e consistenza. Che emana il suo aroma migliore. Che meraviglia!
Spesso mi sono interrogata sui motivi del mio amore per la cucina. O meglio. Sul perché mi riesca bene proprio quello piuttosto che… che ne so… piuttosto che dipingere acquerelli. Potrei dirvi che, secondo me, cucinare è come creare cibo per il cuore e non solo per la pancia. Ma sicuramente, altre persone potrebbero dire lo stesso degli acquerelli: cibo per il cuore e non solo per gli occhi.
Ho anche pensato che la mia fosse una sorta di 'dote genetica', come gli occhi scuri e la pelle chiara. Nella mia famiglia, ci sono diverse persone che amano cucinare. Entrambe le mie nonne. Un paio di cugine. Un paio di zii e zie. Mia mamma. Ma a ben pensare, non credo che sia questo il motivo. Le persone che ho appena elencato hanno sempre cucinato più per necessità che per vero amore. Insomma, mia nonna era una maga dei fornelli, ma non l'ho mai vista emozionarsi per una torta ben lievitata.
Io sono diversa. Quando oggi ho fatto i biscotti, con le formine a cuore e un sacco di pazienza, mi si è illuminata l'anima. E quando li ho tolti dal forno, mi è spuntato un largo sorriso sulla faccia. E ogni volta che inspiro il profumo di cioccolato (che purtroppo non posso inserire nel post), quel sorriso mi si allarga ancora di più. Che sia tutta una questione chimica? Molecole, recettori e quelle cose lì? Probabile. Ma ancora non si spiega il perché io ami sciogliere il cioccolato a bagnomaria invece che diluire i colori su una tavolozza.
Mah… magari non è nemmeno così importante capire il motivo. Mi basta il fatto di averla scoperta, questa mia passione. Di sapere che c'è. Perché quando il timer suona e io mi infilo il guanto da cucina… la sensazione che provo è indescrivibile. Soddisfazione per ciò che ho creato, curiosità di vedere se piacerà… il mio cibo per il cuore…
Sì, somiglia molto all'emozione di mettere un punto in fondo a questo post. Pubblicarlo sul blog. E poi guardare l'effetto che fa…
Ciaooooo!!!!!
RispondiEliminaQuanto ti capisco...anche a me fare dolci piace e lo uso anche come antistress, funziona benissimo. Le mie cavie sono genitori e fratello.Quest'ultimo riesce a trovare un difetto in tutte le mie creazioni.
RispondiEliminaHo fatto molte volte i cookies che hai fotografato ma quando ho provato a farli a cuore mi escono fuori sempre cose senza forma...qualche consiglio da darmi?!
Oddio... non so se sono qualificata per dare consigli... ti posso solo dire che io metto sempre un po' meno burro di quello che dice la ricetta, in modo che l'impasto rimanga più compatto e che, una volta in forno, non si squagli, perdendo la forma che gli hai dato...
RispondiEliminaFammi sapere!
...l'effetto che fa a me è di una voglia assurda di dolci al cioccolato!!!!! ma sono allergica!! :(((
RispondiEliminabaci, Zù
Lo so, accipicchia! E mi dispiace! Ma nemmeno un pezzettino piccolo piccolo???
RispondiEliminaPS: l'hai poi provato il castagnaccio?
...il castagnaccio non ho ancora avuto l'ardire di prepararlo! quello del panettiere contiene latte! devo capire a quanti gradi cuoce e per quanto tempo!!
RispondiEliminaLa mia ricetta dice 200°C per mezz'ora...
RispondiEliminaFammi sapere!
Grazie Giorgia,
RispondiEliminaQuesto tuo post è meravigliosamente dolce.
Sono appena tornato da una visita che non mi è piaciuta molto. E le tue parole mi hanno fatto sentire meglio. E mi fanno apprezzare un pò di più il mio lavoro...
Se i tuoi biscotti sono buoni per quanto sono belli!....
Lasciane uno per me.
x L.
Sono felice di averti aiutato in un brutto momento...
RispondiEliminaIl tuo lavoro è bellissimo, credi a me...
E i biscotti sono venuti bene. Te ne conservo un paio.
Un abbraccio