Non so perché ci ho pensato. Forse è per colpa di questo caldo anomalo. Non passa giorno senza che qualcuno ce lo faccia notare. Il vicino di casa, il salumiere, il telegiornale, il meteorologo, l'ecologista, il catastrofista… Le temperature sono molto al di sopra delle medie stagionali. Insomma, fa caldo. Troppo caldo.
Le teorie sul fenomeno si moltiplicano: un'anomalia, il surriscaldamento globale, l'inquinamento, il buco nell'ozono. Inquietanti scenari futuri si aprono a ventaglio davanti a noi, sapientemente tinteggiati dall'esperto di turno.Ecco, è stato tutto questo parlare di futuro che mi ci ha fatto pensare.
Sono sicura che l'hanno chiesto anche a voi. Perché è una di quelle domande assurde che ogni tanto saltano fuori. Magari in un pomeriggio passato a sfogliare riviste. Oppure in una noiosa serata fra amici che qualcuno prova ad animare.
Se avessi a disposizione la macchina del tempo, andresti nel passato o nel futuro?
Sorvolando sull'irrazionale ipotesi di partenza, mi ha sempre meravigliata il fatto che la maggioranza propenda per il passato. Ognuno ha la sua epoca prediletta. Il Medioevo. Il Settecento. Gli anni '50. Gli anni '60. Mi sto sforzando di ricordare, ma temo di non conoscere nessuno che abbia scelto il futuro. Tranne me. Io non ho mai avuto dubbi. Io punterei l'orologio sul 15 gennaio del 3877 e pigerei sull'acceleratore.
È che sono troppo curiosa di sapere. Del recente passato si conosce quasi tutto. Magari manca qualche dettaglio, qualche tessera del puzzle, ma il quadro generale è piuttosto chiaro… dunque cosa ci vado a fare? Invece il futuro è una totale incognita. Un gigantesco punto di domanda, attorno al quale si possono solo fare congetture. Il futuro è un luogo misterioso dove solamente i cineasti e gli scrittori sono potuti andare. Facendo acrobazie con la fantasia. Visualizzando mondi probabili del tutto immaginari.
Come si fa a non trovarlo affascinante? Perché dovrei fare un salto a Milano quand'era solo una manciata di case, quando posso vedere come sarà tra mille anni? Come ci si vestirà? Cosa si userà per viaggiare? Dove sarà arrivata la tecnologia? Chi governerà il mondo? Il futuro sarà davvero così fosco come ce lo dipingono oggi? Oppure gli uomini di domani rideranno delle nostre paure? Voi ci avete mai pensato? A come sarà? Io non so che farei per poter dare una sbirciata…
Non so perché, ma oggi mi è tornata in mente quella domanda: passato o futuro? Io scelgo il secondo. E se dovessi azzardare previsioni, mi vengono in mente un film e un libro.
Il film è "Minority report". Sì, lo so che parlo sempre male di Spielberg. Infatti il film in sé non mi è piaciuto (il povero Philip K. Dick si sarà rivoltato nella tomba a vedersi tanto edulcorato). Ma certi aspetti dell'ambientazione futuribile mi hanno sconvolta. Pare che il regista, in fase preparatoria, abbia chiamato a sé un manipolo di genialoidi esperti in vari settori. Affinché gli delineassero un futuro realistico. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: manipolazioni genetiche estreme, totale assenza di privacy, scanner ottici ad ogni angolo di strada, messaggi pubblicitari personalizzati, repressione preventiva dei crimini. C'è una scena che mi ha ossessionata per giorni: Tom Cruise cammina nei tunnel della metropolitana e viene riconosciuto dagli scanner ottici, ogni dieci metri. Una voce sintetica lo saluta, dicendo il suo nome e cognome. Poi compaiono immagini olografiche che pubblicizzano un qualche prodotto, scelto apposta per lui, e la stessa voce glielo descrive in dettaglio. Quindi, raggiunto lo scanner successivo, la voce cambia, così come il prodotto pubblicizzato. Io l'ho trovato angosciante.
Il libro invece è "Logo Land" (ridicola 'traduzione' del titolo originale "Jennifer Government") di Max Barry, scrittore australiano. Si narra di un futuro in cui il mondo sarà in mano alle multinazionali, in cui le persone assumeranno un diverso cognome a seconda dell'azienda per cui lavorano, in cui tutto sarà consentito, allo scopo di vendere. La trama è ricca e difficile da raccontare in due parole. Sappiate solo che tutto inizia il giorno in cui lo spietato John Nike, Guerilla Marketing, definisce la strategia per immettere sul mercato le nuovissime Nike Mercury. Dopo sei mesi di vendite centellinate (solo 200 paia di scarpe consegnate in tutto il mondo), viene annunciata una massiccia distribuzione del prodotto. Ad un prezzo decuplicato. Orde di ragazzini si ammassano davanti ai negozi. E un cecchino professionista, pagato dallo stesso John Nike, spara sulla folla. È in questo modo che le Nike Mercury diventeranno un ricercato prodotto di culto. È in questo modo che la giovanissima Hayley McDonald's viene uccisa…
Che ne dite? Il futuro sarà davvero così orribile? Forse sì, se continua a fare questo caldo.
io stranamente mi immagino un futuro (non prossimo, ma molto molto lontano) dove il mondo sarà progredito davvero, dove l'ambiente sarà valorizzato, dove non ci sarà inquinamento e i mezzi di comunicazione saranno basati sulla TELEPATIA!!! dici che sono da ricovero immediato!?
RispondiEliminaNo, non sei da ricovero! Forse un po' troppo ottimista sì però...
RispondiEliminaCerto che comunicare con la telepatia sarebbe bello... e magari viaggiare con il teletrasporto... ecco, quello sì che sarebbe progresso!
Teniamo le dita incrociate, che non si sa mai...
Anche io non ho dubbi,
RispondiEliminaFUTURO! per vedere se avrà avuto senso la tanta fatica che abbiamo fatto nel passato per riuscire ad avere una vita decente.
e poi ovviamente, per riuscire finalmente a non dover andare più dal dentista, eliminare per sempre il mal di testa....e tante altre simpatiche cose.
L.
Evviva! Allora si parte per il futuro!
RispondiEliminaE se davvero sarà un posto nel quale non mi verrà più l'emicrania e non dovrò più pagare il dentista per soffrire sulla sua sedia, bè, non vedo l'ora di far le valigie!!!