domenica 21 gennaio 2007

LE PIETRE MILIARI

Venerdì sera sono andata a una cena. A Pavia, con un gruppo di compagni di liceo. Non eravamo in molti. Nelle nostre intenzioni doveva essere una vera e propria rimpatriata, con folta partecipazione e con tanto di professoressa a completare il quadretto. Invece, defezioni dell'ultimo minuto, sindromi influenzali e scuse arrabattate hanno ridotto la riunione a 'soli' sei personaggi.
Queste famigerate "cene di classe" sono l'occasione giusta per ricordare il periodo glorioso delle scuole superiori. Si ride parecchio, rievocando la goffaggine e l'ormonalità di quegli anni. Si richiamano avvenimenti significativi e si confessano improbabili segreti. Ormai adulti, ci si sente abbastanza forti da affrontare imbarazzi all'epoca insormontabili.
Ma la cosa più curiosa è osservare quali episodi si siano fissati a fuoco nelle nostre memorie. Perché ci sono circostanze che alcuni ricordano e altri no. Ma ce ne sono altre, le cosiddette pietre miliari dell'educazione, che tutti quanti siamo in grado di descrivere con precisione.
E ciò che è ancora più curioso è notare come le suddette circostanze siano tutte estranee all'insegnamento. Insomma, nessuno ricorda una lezione particolarmente interessante, a meno che non vi sia successo qualcosa di clamoroso. Nessuno rammenta le spiegazioni su Dante o Petrarca, a meno che l'insegnante non abbia detto o fatto qualcosa di buffo. Nessuno ricorda le parafrasi di Foscolo, ma solo alcune terrorizzanti interrogazioni. Nessuno ricorda le parole dei professori, a meno che non fossero stupide, sbagliate o fuori contesto. Al contrario, si ricordano le gite scolastiche, il cineforum, le assemblee di classe, le lezioni poco canoniche, gli strafalcioni, i compiti in classe a sorpresa… in poche parole, tutto ciò che esulava dal programma ministeriale. Tutto ciò che usciva dagli schemi. Tutto ciò che suonava, anche solo vagamente, come anomalo.
Nello specifico, i sei personaggi di venerdì sera hanno scoperchiato una sorta di memoria collettiva. Che comprende: tutti gli errori senza appello dei professori; le due serate trascorse a vedere il Faust di Goethe al Piccolo Teatro di Milano; la gita a Venezia per vedere una retrospettiva su Andy Warhol a Palazzo Grassi; le interrogazioni ad estrazione della prof di matematica; un paradossale compito in classe sull'Orlando Furioso e la Gerusalemme Liberata; la visione dei seguenti film (alcuni in aula di scienze e altri nella spaventosa aula-bunker): Apocalypse now, tutto Kubrick (o quasi), Morte a Venezia, Bronte-Cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato, La casa dalle finestre che ridono, L'inquilino del terzo piano, Volere volare, Il Gattopardo, Kaos; la gita a Trieste alla Risiera di San Sabba; il fantasioso look di certe professoresse; il giorno in cui è crollata la torre di Pavia; le interrogazioni 'aperte' della prof di italiano; le lezioni atipiche del prof di inglese; alcuni buffi compagni di classe; la maturità…
Tutto sommato, si tratta di un immaginario ricco, denso di suggestioni. A pensarci bene, forse non tutti gli studenti possono dirsi altrettanto fortunati da averne uno così. Forse non è neppure compito della scuola superiore dare delle gelide (e spesso inutili) nozioni, ma piuttosto quello di fornire gli strumenti per cercarle. Di generare la curiosità. Di provocare un sano stimolo di conoscenza. Di dare forma al cervello. Forse non è stato tutto una perdita di tempo, se mi è rimasto nella testa quanto sopra elencato.
Quelli trascorsi al liceo sono stati cinque anni intensi. A guardarli adesso, paiono durati un soffio. Invece. Ci hanno fornito argomenti di conversazione per una serata intera…


PS: non c'entra nulla, ma… ridendo e scherzando, questo blog ha raggiunto (e ormai superato) quota 10.000 contatti. Grazie di cuore a tutti coloro che hanno contribuito.

8 commenti:

  1. Grazie a te che in modo semplice trovi sempre il modo interessante le cose su cui scrivi!
    Al prossimo traguardo!

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  2. Grazie a te, Francesca.
    Non è una frase fatta, ma un sentitissimo e caloroso abbraccio a tutti quelli come te, che mi sono stati (virtualmente) accanto. Leggendosi pazientemente questi miei (quasi) undici mesi di avventure sul blog...
    Adesso puntiamo al raggiungimento dei 20.000!!!

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  3. Si è vero : anche se personalmente non ne sono mai riuscito a organizzare una, ma credo che la cosa più "intrigante" è quella di vedere queli episodi sono fissi nella mente di ognuno.
    E' come riscrivere le proprie personalità del momento vivendole dall'esterno...vero.

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  4. Già, già. E' piuttosto strano accorgersi che alcuni episodi si sono fissati stabilmente nella mente di tutti, senza che fosse deciso in modo razionale. Mentre molti altri sono annebbiati e confusi dal passare del tempo.
    La cosa migliore? Che anche le situazioni più terribili, con il senno di poi, ti permettono di farci sopra una bella risata...

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  5. ma soprattutto: che sito orribile ha il liceo?
    e la foto del pino striminzito, poi!
    :))

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  6. ...ma la cosa peggiore è avere avuto la conferma che QUELLA professoressa è ancora in attività!!!
    Però il pino è un po' il simbolo del Tara, no???

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  7. ..ho notato anche che furbescamente, e come sempre, il suo giorno di riposo è il sabato... peccato, avevo PROPRIO INTENZIONE di andarla a trovare....

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  8. Che peccato!!!
    Sarei quasi quasi venuta pure io a trovarla...
    Con la mia vecchia copia della CONGIURA DI CATILINA sotto braccio, ovviamente!!!

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