sabato 6 gennaio 2007

IL PANCAVIN

Appuntamento irrinunciabile qui a Twin Peaks, nella notte precedente l'Epifania (ovvero ieri notte), è appunto il Pancavin. Non vorrei dire una qualche bestialità, ma credo che il nome sia una contrazione di pane & vino. Comunque, dettagli linguistici a parte, trattasi di un grande falò (stiamo parlando di una roba che va dai sei ai nove metri di altezza), costituito da legna e sterpaglie, con in cima un fantoccio dotato di scopa. I ragazzi del paese (giovani e meno giovani) si danno da fare per giorni, scorrazzando per le campagne alla ricerca di materiale utile. Un grosso palo viene piantato nel luogo designato e dopodichè si comincia ad affastellare. Secondo un ordine preciso, considerando la consistenza e la tenuta al fuoco. Un tempo, tutto il lavoro veniva fatto a mano, montando ponteggi pericolanti e utilizzando forche e forconi. Oggi, grazie ai miracoli della scienza e della tecnica, si utilizzano modernissimi macchinari che sbrigano il lavoro più faticoso. Infine, come ciliegina, viene collocata sul cocuzzolo la vecia (ovvero la vecchia befana) con tanto di scopa. Quindi, nella notte del 5 gennaio, attorno alle otto e mezza di sera, viene appiccato il fuoco e le fiamme si mantengono alte e scoppiettanti per ore.

Questa radicata tradizione ha il duplice scopo di chiudere le festività e di essere di buon auspicio per il nuovo anno. Bruciando la befana e offrendo dolcetti e vin brulè. Gli anziani del paese osservano ogni anno la direzione del fumo, profetizzando buoni o cattivi raccolti. Io non sono un'esperta in materia di divinazione, ma per chi lo fosse, ieri sera le fastidiose flusches (ovvero impalpabili fiocchi di cenere biancastra che vanno a depositarsi ovunque… con particolare predilezione per capelli e giacconi scuri) salivano in cielo dritte come un fuso, senza deviazioni a destra o a manca. Inoltre, grazie alla siccità di questo periodo, la legna ha preso subito e le fiamme sono divampate a gran velocità in lunghe lingue di fuoco… io tenderei a considerarlo un buon segno, voi no?
In realtà, il Pancavin offre soprattutto una piacevole occasione per stare in compagnia, combattendo il gelo e la pigrizia, malanni tipici dell'inverno. Certo, occorre bardarsi per bene: scarponi, calzettoni, pantaloni di velluto, maglioni, giaccone pesante, guanti, sciarpa e cappello. Perché a gennaio… nel bel mezzo dei campi… alle otto di sera e oltre… si battono i denti dal freddo. Ma ne vale la pena. Perché poi, complice il vino bollente e le fiamme zampillanti, l'atmosfera si riscalda in fretta. Le guance si arrossano. Le mani si intiepidiscono. Le lingue si sciolgono. Non si pestano più i piedi per terra, tentando di non perdere la sensibilità nelle gambe. Non si nasconde più mezza faccia nella sciarpa di lana, cercando di parlare il meno possibile.
Come ogni anno, è stato montato a tempo di record anche un imponente tendone per ospitare il chiosco. In vendita, come tradizione impone, vin brulè prodotto sul posto, pinza e frittelle gentilmente offerte dalle donne del paese. Sorrisi e buon umore, gratis e in quantità.

Ieri sera io c'ero. E con me moltissime persone. Bambini, giovani e adulti. Man mano che il fuoco consumava la legna, la gente si avvicinava sempre più al falò. Alla ricerca di quel sano tepore che solo le cose antiche sanno donare.
Una bella serata. È un peccato che domani sia già tempo di tornare a casa.

4 commenti:

  1. ..buon risveglio nella pianura padana allora... dai he sta pioggerella non fa nemmeno salire la nebbia...

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  2. Mamma mia che tristezza 'sto tempo!!!
    Non dovrei lamentarmi, lo so, ma i primi giorni DOPO Twin Peaks sono sempre un po' problematici per me...
    Un bacione.

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  3. Oddio, che bellezza!!!
    Ogni tanto mi dispiaccio di essere vissuta sempre in città, predendomi queste affascinanti tradizioni...

    Buon anno, Giorgia!
    Paola

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  4. Eh, sì... il falò è davvero una bellezza!
    Ma come al solito la mia anima è divisa in due... non potrei mai rinunciare al pancavin, ma nemmeno alla girandola di negozi 'in saldo' tipici della grande città... mi servono entrambe le cose!
    Sarò grave???

    Buon 2007 anche a te, Paola!
    Un abbraccio

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