mercoledì 13 dicembre 2006

SCENE DA UN CENTRO COMMERCIALE

Nonostante un'infame influenza che mi perseguita da giorni, oggi sono andata al centro commerciale. Improrogabili incombenze (natalizie e non) me l'hanno imposto. Avete presente quando all'improvviso siete a corto di tutto? Penne nere, colla in stick, smalto rosso, tonico idratante, cereali di vario genere, latte senza lattosio, buste da lettera bianche, inchiostro per la stampante, carta crespata, tovaglioli rossi, biscotti per il cane a forma di oggetti, patatine, buste trasparenti, evidenziatore fucsia…
Perché io faccio così. Ogni volta che qualcosa si esaurisce, me lo segno su un foglio. Ma a forza di segnare, la lista straborda dal foglio… quello è il segnale che è ora di andare al centro commerciale. Però, finché posso, lo evito. Perché mi fa un brutto effetto. Datemi un carrello extra large da spingere, una cinquantina di corsie tra cui vagare e altrettante casse tra cui scegliere… e io impazzisco. Ho la pessima tendenza a uscire di senno.
Mi vengono strani desideri, tic compulsivi e assurde necessità. Mi bastano pochi minuti tra gli scaffali e già sento il bisogno di improbabili tè brasiliani al sapore di ananas, barrette di cioccolato con piccoli smarties incorporati, bagnoschiuma al lampone, ciabatte a forma di babbo natale, scatole di pennarelli colorati da 48 pezzi, chilometri di carta da regalo, confezioni risparmio con 10 formaggi assortiti, buste di frutta secca da due chili, mirtilli surgelati, porta cd con la sagoma di Betty Boop, cioccolatini in confezioni a forma di albero di natale (o in alternativa: palla di natale, stella cometa, babbo natale, fiocco di neve…), barattolo da cinque chili di Nutella, puzzle da 10.000 pezzi raffigurante la cappella sistina, babydoll in pizzo rosso con la scritta dorata SEXY GIRL, olive aromatizzate con peperoncini piccanti, bottiglie di ciliegie sotto spirito, anfora da cinque litri di amarene sciroppate…
Ok, mi fermo. Credo abbiate capito il concetto. Quando entro in un grosso supermercato, mi prende la smania di comprare quantità impensabili di schifezze, quintali di cibo spazzatura e valanghe di oggetti di dubbia utilità.
Ma oggi no. Forse complice l'influenza, mi sono trattenuta e ho messo nel carrello solo quanto riportato dalla mia lista. O quasi. Mi sono lasciata sviare solo da un paio di cosette. Voi lo sapevate che esistono i Fonzies alla paprika (buonissimi… li sto sgranocchiando adesso…)? E le Pringles king can? E gli impermeabili per cani trasparenti???
In compenso, mi sono tenuta lontanissima dalla sezione dvd a € 9,90… pericolosa come poche altre cose al mondo! Non ho nemmeno sfiorato l'area libri (sempre scontati al 20%)! Ho ignorato la corsia dei dolciumi… evitando così la solita incetta di cioccolato quadrato (avete presente?)! Ho chiuso gli occhi mentre oltrepassavo l'area cosmetica… limitandomi ad un detergente intimo (che era sulla lista)! E infine mi sono rifiutata di mettere piede in qualunque negozio esterno al supermercato… aspetterò i saldi!
Sì. È decisamente tutta colpa dell'influenza! Avevo solo una gran voglia di tornare a casa, lontano dal rumore, dalle luci troppo forti, dal caos umano…
Sì. Decisamente. Di solito non sono così giudiziosa.

PS: buttando con finta nonchalance l'occhio sul reparto giocattoli, non ho potuto fare a meno di notare che il regalo che avrei sempre voluto (ma non ho mai ottenuto da quel gran simpatico di Babbo Natale), ancora resiste nelle mire delle giovani generazioni: il GRANDE FORNO per cucinare i biscotti! In pratica un grosso archibugio di plastica colorata, con incorporato un minuscolo fornetto elettrico. Per la gioia di piccole cuoche in erba, desiderose di preparare biscotti al cioccolato per il tè delle cinque di bambole e cicciobelli. Quanto l'ho desiderato!
Però ho anche notato che, accanto al forno in miniatura, c'era un altro grosso scatolone… contenente un facsimile dei carrelli usati per fare le pulizie negli alberghi, con tanto di scope, spazzoloni, strofinacci, secchi, spugnette, piumini per la polvere, detersivi, spray di vario genere, palette, catturapolvere, eccetera. Evidentemente anche i gusti delle giovani creature cambiano!

5 commenti:

  1. Il dolce forno ce l'avevo e anch'io l'avevo desiderato tanto.
    Ma quando finalmente Babbo Natale me l'ha portato mi sono accorta di essere una pessima cuoca, e l'ho abbandonato in un angolo!!!
    Comunque la sindrome all'acquisto compulsivo prende tutti, nei centri commerciali. Un'altra ancora di salvezza oltre all'influenza è avere già la casa piena di ciarpame. E' il mio caso, ed è così che riesco ad uscire indenne da Ikea, con il carrello VUOTO (credo non riesca quasi a nessuno!!).
    Invece sono interessata ai cani trasparenti...in che scaffale li hai trovati? eh eh eh....

    :-)

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  2. E' vero...all'Ikea bisogna sempre comprare qlks: dalla candela alla mega confezione di tovaglioli di carta :)
    I centri commerciali sono troppo intriganti, e più compri e più compreresti, l'unico altro luogo che mi fa questo effetto sono le librerie!

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  3. Paola: Ah... il DOLCE FORNO che meraviglia!!! Non sono mai riuscita ad estorcerlo a Babbo Natale, nè a Gesù Bambino, nè a Santa Lucia... niente!!! Che nervi!!!
    E uscire dall'IKEA con il carrello vuoto per me è troppo! Non ce la faccio!
    Ma ieri, nel reparto animali domestici, su un simpatico espositore con i classici vestitini per cani, ho trovato questo splendido impermeabile trasparente, con i bordini colorati... una meraviglia! Adesso sono qui che faccio la danza della pioggia (o eventulamente della neve) per riuscire a metterlo al mio Byron e vedere l'effetto che fa!!!

    Francesca: Io sento proprio il dovere di comprare qualcosa quando vado all'IKEA... l'ultima volta ho preso delle tovagliette all'americana in foglie di banano intrecciate... che soddisfazione!!!
    E in effetti anche le librerie e i negozi di cd/dvd mi fanno lo stesso effetto! Meglio che me ne stia alla larga...

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  4. ...ecco, anch'io mi sono persa in fantasie sui cani trasparenti!!!!!!
    comunque la tecnica di andare al supermercato quando non si sta bene (anche a me è successo) temo sia l'unico modo per evitare di comprare tutto! Altro modo è andare coi soldi contati, senza bancomat o carte di credito...

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  5. Sì. Devo ammettere che la 'tattica' ha funzionato, ma... oggi ne pago le conseguenze! Sto malissimo!
    Ma guardiamola dal lato positivo: il conto in banca è salvo!

    PS: l'impermeabile trasparente è piaciuto anche al mio cane! Gliel'ho provato e non ha per niente protestato... anzi... scodinzolava felicemente per la cucina... ora attendo con ansia la pioggia!

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