mercoledì 27 dicembre 2006

POCHE COSE, PICCOLI RITI

Eccomi qua, decisamente appesantita dal troppo cibo di questi giorni e lievemente stordita da un'improvvisa celebrità. Ma andiamo con ordine.
Io sono per natura una persona che si annoia facilmente. Ho bisogno di continue novità e cambiamenti. Mi piace essere stupita e sorpresa. Altrimenti mi intristisco e sento il desiderio di fuggire.
Tuttavia, ho bisogno allo stesso modo che alcune cose (poche cose) restino sempre uguali. Meravigliosamente identiche a sé stesse. Impassibili. Immobili. Quelle poche cose mi servono come riferimento, come punto di appoggio, come caposaldo. Altrimenti tendo a sbandare e perdo l'equilibrio.
Una di queste (poche) cose è il Natale a Twin Peaks. Da quando sono nata ho sempre trascorso il periodo natalizio qui. Con un'unica dolorosissima eccezione (datata 2000). Affinché nella mia mente si materializzi il concetto di Natale, io ho bisogno delle mie montagne. Mi serve che il sole tramonti nascondendosi dietro alle vette. Che con il buio il gelo ricopra le strade. Che la brina sui prati scricchioli sotto le scarpe, mattina e sera. Che il freddo pungente mi arrossi le guance. Che dalla finestra si possa scorgere il campanile illuminato. Che tutta la mia famiglia (intesa in senso lato, ovvero comprendente i parenti tutti) sia collocata nel giro di una ventina di chilometri.
Qui ho i miei piccoli riti da compiere. La visita alla nonna Erminia… che appena mi vede, dice che sono bella, che le piace il mio vestito, le mie scarpe e la mia pettinatura, che mi prepara il caffé e ha sempre una scatola di cioccolatini. La passeggiata sui colli… con addosso solo un maglione pesante, sciarpa e guanti e cappello di lana, scarponi da trekking. La visita al cimitero… a trovare chi non è più di questo mondo, come i miei adoratissimi nonni e il mio angelo custode di nome Paola. La preparazione della pinza… un dolce tipico della zona, a base di frutta secca e zucca. Le visite dei parenti… in questi ultimi due giorni casa mia è stata piacevolmente invasa da zii, zie, cugini e cugine. E via dicendo.
Ecco, io ho bisogno che tutte queste cose si ripetano identiche ogni anno. Altrimenti sono guai. E per fortuna qui a Twin Peaks il tempo segue leggi diverse… i cambiamenti ci sono, ma si svolgono lentamente, senza traumi. E a me piace così.
Da qualche tempo (poco più di due anni, se la memoria non m'inganna) un volenteroso e intraprendente gruppo di residenti (meglio noto come Associazione Culturale GAHAGI) ha deciso di riportare in auge un'antica tradizione del paese. Ovvero la pubblicazione di un bollettino cittadino dal titolo LA VOUS DE GIAIS (ossia, La Voce di Giais). Ne avevo già parlato anche qui. L'iniziativa è lodevolissima e il risultato è davvero ottimo. Gli articoli si occupano degli argomenti più svariati, tutti in qualche modo inerenti alla vita del paese. Tradizioni, avvenimenti, iniziative, ricerche storiche, interviste agli anziani (nell'ultimo numero parlano coloro che hanno partecipato al Corpo di Spedizione in Russia, durante la seconda guerra mondiale), ricette tipiche, antiche filastrocche in dialetto, memorie di personaggi notevoli… In più, si pubblicano foto storiche e documenti curiosi (in quest'ultima uscita, una pagella scolastica del 1912).
Insomma, come dicevo, una bella iniziativa. In genere, il bollettino esce un paio di volte l'anno. Io sono andata a comprarlo appena arrivata in paese. Come sempre. Uno dei miei piccoli riti.
Ebbene, tra le Cronache Paesane, a pagina 2, c'è un articolo che parla di me e del mio libro. Sapevo che ci sarebbe stato, perché l'estate scorsa un paio di ragazze erano venute a casa mia per 'intervistarmi'. Quello che non sapevo è l'effetto che quell'articolo avrebbe avuto. Da quando sono qui, sono stata fermata per strada ormai da parecchie persone. Tutti che vogliono farmi i complimenti. Una cosa gradita, per carità… ma questa improvvisa celebrità sconquassa i blandi ritmi a cui sono abituata. E un po' mi imbarazza. Perché le persone che mi fermano non sono emeriti sconosciuti, ma gente che conosco da quando sono nata…
Comunque, a parte la mia perplessità per questa 'botta' di fama, ringrazio di cuore Monica e Lucia, le autrici dell'articolo che mi riguarda. Inoltre, rinnovo a tutti i membri del Gahagi il mio apprezzamento per il lavoro svolto fino ad ora e il mio augurio per un futuro ricco di soddisfazioni.

2 commenti:

  1. anche per me-milanese di nascita e friulana di anima e dna, le montagne sono il luogo della mia anima...peccato che nella casa della nonna non ci sia il riscaldamento e sia accessibile solo d'estate...
    tanti auguri x un 2007 che realizzi tutti i tuoi desideri

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  2. Che bello! Qualcuno che sa esattamente come mi sento!!!
    Auguro anche a te un 2007 pieno di sorprese e di sogni che si avverano!!!
    Un abbraccio

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