Non scrivo da giorni, lo so. Non sto ad annoiarvi con i miei piccoli problemi di connessione alla rete. E non sprecherò nemmeno una parola su quel genio che ieri, dopo avere incassato i miei 30 euro, si è 'scordato' di ricaricarmi la pc-card… davvero, lasciamo stare.
Parliamo di cose serie.
Ieri pomeriggio sono andata con un'amica a vedere "Marie Antoinette" di Sofia Coppola. Tralasciando l'irritante affollamento del cinema e le due 'sciùre' sedute accanto a noi che hanno commentato a voce alta per tutto il tempo, la visione è stata una bellezza. Ve la consiglio. Sempre che non cerchiate un rigoroso film sulla Rivoluzione Francese. Sempre che non siate a caccia di una bio-pic impeccabile dal punto di vista storico…
Mi spiego. Il trucco per non restare (quasi) mai delusi da un film è semplice: per sapere cosa aspettarvi, dovete conoscere colui (o colei) che dirige la baracca. Perché il suo stile, il suo tocco pervaderà ogni minuto, che vi piaccia oppure no.
Per esempio. Se amate il lieto fine, buttatevi su Spielberg. Se amate le mutazioni, buttatevi su Cronenberg. Se amate le donne (anche in senso lato), allora buttatevi senza indugio su Sofia Coppola.
Non so se sia corretto parlare di regista cult, quando una filmografia comprende solo tre titoli. Però di sicuro la figlioletta di Frencis Ford sa come raccontare le donne. Ama raccontarle. Ed è una cosa che le riesce anche dannatamente bene.
"Marie Antoinette" è un film esteticamente sublime che narra di una ragazza. Una ragazza sradicata dalla sua famiglia e catapultata altrove, in un luogo da favola. Una reggia incantata di cui non capisce le regole e le abitudini. Una ragazza inquieta e senza amiche, che deve arrangiarsi con quello che la sorte le mette davanti… un marito infantile, amici sbagliati, un amante affascinante e un guardaroba illimitato. Una ragazza che vuole solo divertirsi. Insomma, una adolescente come tante. Peccato che lei si chiami per inciso Marie Antoinette e che le venga richiesto di essere regina di Francia.
Ecco, il film di Sofia Coppola è questo. Un film su una ragazzina che piange, ride, si ubriaca e fa tardi con gli amici, sperimenta, fa la pettegola, impazzisce per scarpe e vestiti, vuole essere notata. Una ragazzina che cresce a Versailles, circondata da centinaia di servitori e lontana dal mondo reale. Una ragazzina che cerca la sua strada, ma che deve fare i conti con una realtà più dura del previsto. Una realtà che la costringerà a chinare la testa… e successivamente a perderla. Ma a Sofia questo aspetto interessa poco. A lei interessano i sentimenti e i fermenti di Marie Antoinette. Il suo stupore e la sua meraviglia.
Una frase racchiude l'intero film, a mio parere. Da poco giunta alla reggia, incredula di fronte ai laboriosi rituali di corte, Marie Antoinette dice: "Tutto questo è ridicolo!". E la dama che si occupa di lei le risponde: "Tutto questo è Versailles!". Un mondo a parte. Un mondo colorato e sfarzoso. Un mondo destinato a finire.
Come dicevo prima, alla regista Sofia Coppola piace parlare di donne. Andatevi a vedere, vi prego, gli altri suoi due film. Io ieri sera mi sono guardata "Il giardino delle vergini suicide". Cominciate da quello e poi passate a "Lost in translation". Vi renderete conto che dopo averli visti, vi rimane inesorabilmente qualcosa appiccicato addosso. Una sensazione di disagio, una sottile angoscia. Qualcosa che vi si insinua nella testa come un tarlo rumoroso e instancabile. Che rosicchia…
Dopo la full immersion coppoliana, avrete per sempre in mente l'immagine della splendida Scarlett Johansson che guarda Tokyo, seduta davanti alla finestra della sua stanza d'albergo, completamente sola. Non scorderete mai più le sessioni di 'shopping' a Versailles (abiti della 'nostra' eccelsa Milena Canonero e scarpe griffate Manolo Blahnik). Né potrete rimuovere le parole di apertura di "The vergin suicides":
-Non hai ancora l'età per capire quanto diventi complicata la vita
-Evidentemente lei dottore non è mai stato una ragazzina di tredici anni
Importante in Lost è arrivare alla fine. Poi tutto scompare e si dissolve semplicemente nell'irrefrenabile mortale desiderio di tutti NOI nel capire e scoprire cosa accidenti LUI abbia sussurrato in mezzo al traffico giap a LEI prima di andarsene e lasciarla... (per sempre?).
RispondiEliminaPochi istanti di grande cinema e di infinita ammirazione struggente per il loro incontro.
E fors'anche invidia....
Scusa l'intrusione.
Dario.
...'intrusione' graditissima la tua, Dario. E hai immensamente ragione. Quel finale ti resta incollato alla memoria con un misto di curiosità e invidia. Mi ricordo che all'epoca la regista aveva spiegato di aver preferito lasciare il dubbio su quanto i due si dicessero all'orecchio... una scelta difficile, ma azzeccatissima.
RispondiEliminaGrande cinema.
Saluti.
Ci sono andata ieri sera!
RispondiEliminaMi è piaciuto molto, anche se credo di doverlo ancora metabolizzare. Sicuramente un film da vedere, belle suggestioni, scelte stilistiche coraggiose (come la colonna sonora decontestualizzata, o il ritmo volutamente lento per meglio descrivere la noia che a volte si viveva a corte), attori tutti bravissimi, fotografia, costumi, scenografie impeccabili...
Insomma, non ho visto i due precedenti e presto rimedierò, per adesso...BRAVA SOFIA!
Confermo e sottoscrivo!
RispondiEliminaCon una sola richiesta: dopo che avrai 'rimediato', guardando i due film precedenti di Sofia Coppola, dimmi se non è una perfetta narratrice di vite femminili...
Un abbraccio
La più bella recensione che ho letto su Marie Antoinette e su Sofia Coppola dopo quella di Pier Maria Bocchi su Film Tv. Concordo su ogni singolo vocabolo, virgola e punto che hai vergato.
RispondiEliminaE silenziosamente mi levo di torno.
Accipicchia! Grazie del meraviglioso complimento! Troppo generoso...
RispondiElimina"Marie Antoinette" e Sofia Coppola mi hanno entrambe colpito molto e, come sempre in casi del genere, sento il bisogno di comunicare agli altri il mio entusiasmo...
Forse ci sono riuscita...?
Un abbraccio e spero di risentirti presto...
Avevi ragione...mentre vedevo il film mi è tornata alla mente la tua descrizione del film e ci ho ritrovato tutto ciò ke avevi scritto!
RispondiEliminaOra noleggerò gli altri due e potrò ritenere la mia conoscenza di Sofia completa.
Nel film ho visto alcune delle inquadrature + innovative della mia storia cinematografica!
Bene bene bene. Sono contenta di aver creato una nuova ammiratrice coppoliana!!!
RispondiEliminaVedrai quanto ti piaceranno gli altri due film!
Un abbraccio
PS: io e l'amica con cui ho visto "Marie Antoinette" siamo letteralmente impazzite per la scena in cui la regina osserva il sorgere del sole nei giardini di Versailles...
Eh si...grande scena come è grande la Dunst! La mia preferita è quellla dove fish e golosità si mescolano freneticamente con le cascate di champagne durante la festa per il 18esimo!
RispondiEliminaLe converse sei riuscita a vederle?
Sì! I dolci glassati e le coppe di champagne! Un caleidoscopio di colori... sembrava quasi di poterli annusare...
RispondiEliminaMa mi sono persa le converse!
Anche in questo caso, come per l'ultimo Scorsese, aspetto con ansia l'uscita in dvd...