Ci sono giorni brutti. Giorni che non passano mai. Giorni in cui i minuti scorrono a velocità ridotta. Giorni in cui ti sembra di sentire sulla pelle ogni ticchettio dell'orologio. Giorni nei quali non succede niente, così hai tutto il tempo di rimuginare. Giorni dove tutto ti dà fastidio, anche il silenzio.
Ci sono giorni insignificanti per gli altri, ma che per te si portano appresso ricordi dolorosi. Giorni che la tua mente associa alla tristezza. Giorni che non riesci a scrollarti di dosso. Giorni che ti si addensano davanti agli occhi e ti impediscono di vedere. Giorni che vorresti fossero tolti per sempre dal calendario. Giorni brutti, bruttissimi.Ieri per me è stato uno di quei giorni. Terribile. Tremendo. Terrificante.
Niente è andato per il verso giusto. Nessun sapore era buono. Nessuna parola era confortante. Niente riusciva a farmi sorridere.
Ieri per me è durato 48 ore, non 24. Ieri non finiva più.
Così, quando finalmente è arrivato il termine della giornata, ero quasi felice. Ho acceso la televisione e ho tirato un sospiro di sollievo. Sono le nove, mi sono detta, ancora tre ore ed è andata! Il più è fatto…
Eggià. Solo che circa un'ora dopo hanno sparato al dottor House! E non si è capito chi è stato né per quale motivo l'ha fatto. Cioè, ci hanno dato l'illusione di avercelo spiegato… invece si è scoperto che, nell'ora successiva, tutto quello che ci hanno raccontato era solo il frutto dell'inconscio di House. Era tutta un'invenzione della sua mente sotto shock.
Quindi c'è da aspettare. Parecchio. Per capire. Fino alla prossima stagione. A meno di non avere le solite diavolerie satellitari… e non è il mio caso. A meno di non voler curiosare in qualche sito internet… e non è mia abitudine.
Nel frattempo, ci propinano le repliche.
Perfetto! La degna conclusione di una pessima, orribile giornata.
Stamattina qui c'è un bel sole. L'alone funesto di ieri si è diradato. Ma non è scomparso del tutto. Le cose brutte lasciano strascichi, si sa. Non scompaiono mai del tutto, come le macchie più ostinate. Però, a furia di lavare e rilavare, alla fine spariscono. Il rischio è che insieme alla macchia, se ne vadano anche gli altri colori.
Provate a pensarci… quando un dolore è troppo grande da sopportare, facciamo di tutto per sfregarcelo via di dosso. E sfreghiamo con tanta foga che finiamo per perdere anche un po' di noi stessi. Un po' di colore. Dopo aver vissuto un intenso dolore, diventiamo più cupi. Più scoloriti.
Quando ormai il danno è fatto, tentiamo inutilmente di adoperare uno di quei prodotti 'ravvivanti'. Li aggiungiamo al normale detersivo, ma non servono a nulla. Ci danno solo l'illusione di aver provato a fare qualcosa. Ma i colori non tornano più come erano. Prima.
E forse è anche giusto che sia così. Forse è giusto che il dolore ci cambi indelebilmente. Forse è giusto che ci lasci un segno addosso. Forse.
Il dolore è come il veleno dei serpenti, ha anche un aspetto positivo, Che molti ( io per primo, mi sforzo di capire quale sia, e sono a buon punto...) trovano senza senso.
RispondiEliminaIo quando vedo che i miei colori sono veramente rovinati, preferisco passarci la candeggina....
Su un foglio bianco puoi poi scrivere con tutti i colori che vuoi .
Un bacio Giorgia.
L.
Normalmente ti darei ragione. Ma dipende anche dal tipo di dolore con cui hai a che fare.
RispondiEliminaE io mi rifiuto di usare la candeggina sul dolore che mi ha assalita nei giorni scorsi. Anzi, me lo voglio coccolare e tenere vicino, come una coperta di Linus. Perché quello (il mio) non è un dolore 'cattivo', di quelli che ti lasciano addosso le persone che ti hanno fatto del male. Ma è un dolore 'buono', di quelli che ti lasciano in eredità le persone che non ci sono più.
Quindi devo solo imparare a conviverci. Accettando che ogni tanto i miei colori siano un po' sbiaditi.
Un abbraccio
PS: ieri sera non sono riuscita a rispondere per una manciata di secondi...