lunedì 23 ottobre 2006

PINK LADY

Ieri sera sono tornata in quel posto di cui parlavo qui. Dove i cocktail costano poco (sebbene il costo sia basso praticamente ovunque, da queste parti) e l'ambiente è di un simpatico rosso acceso, con spruzzate di blu elettrico e di argento. Si chiama Spin Caffé. Esiste anche un sito dedicato, ma ve ne sconsiglio la visione perché di una bruttezza imbarazzante… nonché aggiornato (se così si può dire) all'estate scorsa, con tanto di ombrelloni, sole e sdraio. Il guaio è che il suddetto locale si trova ad Azzano Decimo, ovvero in piena pianura friulana, ad un centinaio di chilometri da qualunque distesa acquosa possa lontanamente definirsi 'mare'.
Ho preso un Pink Lady. Ottimo. Abbondante. Servito da un cameriere che aveva un… no, no, del cameriere vi dico dopo…

Io amo osservare. Spesso mi rendo conto (troppo tardi) di trascendere nella molestia. Perché mi piace fissare la gente, studiarne i movimenti. Soprattutto negli spazi chiusi. Discoteche, sale d'attesa, metropolitane, bar, ascensori… più lo spazio è ristretto e più le dinamiche umane si fanno interessanti.
Per esempio. Se entrate in un locale che vi è famigliare, vi guardate attorno in cerca di facce note. Ma se ci entrate per la prima volta, allora vi guardate attorno per capire dove andare. Nei due casi lo sguardo che avete negli occhi è molto diverso. Disinvolto, oppure smarrito. Confidenziale, oppure titubante. Per questo ieri sera osservavo attentamente chi entrava dalla porta… erano perlopiù gruppi di amici, in cerca di altri amici. Ma alcuni erano evidentemente del posto, perciò partivano spediti verso l'esplorazione del bar. Mentre altri vi mettevano piede per la prima volta, perciò avevano uno sguardo incerto, che si illuminava non appena scorgevano una faccia nota nella penombra.
Un'altra cosa piuttosto divertente è individuare l'elemento dominante di un gruppo. Perché c'è sempre qualcuno che 'comanda'. Qualcuno che dirige il flusso. Qualcuno che detta legge. Soprattutto nei gruppi molto giovani. Una volta i dominatori erano quasi sempre maschi. Magari un po' sopra le righe, stravaganti quanto basta. Ieri sera invece notavo che molto spesso sono ragazze. Quelle che dicono dove si va, cosa si fa, in che tavolo ci si siede. Dall'alto di tacchi troppo alti per la loro poca esperienza di equilibriste, riescono a farsi seguire da folti branchi ambosessi. Notevoli. Davvero notevoli.
E poi non manca mai quello (o quella) che conosce qualcuno. C'è chi conosce il barista, chi conosce il cameriere, chi conosce il dj. E costui (o costei) si atteggia a gran viveur con il resto del gruppo. Come se potesse avere le chiavi di tutte le porte. Come se gli fossero concessi vantaggi sconosciuti a chiunque altro. E allora costui (o costei) alza la voce a livelli imbarazzanti, si pavoneggia, gesticola animosamente, si guarda attorno per essere certo che tutti sappiano… che lui (o lei) è speciale.

Ecco quello che ho fatto ieri sera mentre sorseggiavo il mio Pink Lady. Ho analizzato i comportamenti umani. Ho fissato le movenze. Ho origliato conversazioni. Ho sbirciato atteggiamenti. Ho osservato la gente…
Ma in particolare. Ho spudoratamente puntato gli occhi sul cameriere. Quello che mi ha servito il Pink Lady. Che Dio lo benedica. Sia per il cocktail. Che per il sorriso. Sia per la cortesia. Che per aver deliziosamente passeggiato avanti e indietro per il locale, portandosi appresso vassoi pieni di bicchieri e un fondoschiena da cardiopalma.

12 commenti:

  1. Ah ah ah! Cerco di immaginarti, lì, sola nel locale, a sorseggiare un cocktail lanciando con gli occhi messaggi lascivi al cameriere, e osservando con attenzione tutti i presenti...probabilmente a chi ti stava intorno sarai sembrata un incrocio tra un investigatore privato e una donna "in cerca". Ah ah!
    Stupenda....

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  2. Ah, ma non ero da sola!!! Però chi stava con me era tutto preso dalla sua nuovissima diavoleria tecnologica... quindi io ho avuto tutto il tempo e il modo di osservare e analizzare... e forse così è stato anche peggio! Almeno per quanto riguarda i miei sguardi sbavanti al cameriere... chissà cosa avrà pensato di me... che ragazza incontentabile!!!

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  3. Cioè, no, fa' capire anche il lettore lento a comprendere. Tu stavi 'llà con soggetto terzo che, non ostante la tua scintillante compagnia, era preso piuttosto dalla tennologìa che dai tuoi larghi occhi chiari? L'omosessualità dilagante è una delle chiavi d'accesso alla contemporaneità, ma non smette perciò d'indignare le persone di buona volontà, vero. Esprimo a te ogni solidarietà democratica, ecco: e alla chiappa del cameriere, ben s'intende.

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  4. Sì, mio caro, hai capito bene. Non c'era proprio verso di distogliere il mio prode accompagnatore dal suo minuscolo e luminescente giocattolino... sembrava posseduto dal demone dell'elettronica! Così, per scacciare la noia, ho prima pensato di inzuppare la sua diavoleria tecnologica nel mio Pink Lady... ma poi ho evitato e mi sono dedicata al cameriere.
    Grazie per la solidarietà. Io e le chiappe del giovanotto col grembiulino apprezziamo...

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  5. Con un mio amico scrittore - e gallerista in Brera - stiamo combattendo una silente, vana battaglia contro la frocéria dilagante e inelegante. Ricchioni sì, ma con gusto. Altrimenti, in galera! E tuttavia, beato il tuo stolto e pervertito accompagnatore.

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  6. Già... beato lui! A sua (parziale) discolpa, va' detto che nel proseguio della serata l'ho ricondotto all'ordine... ma nel bar mi sono goduta il cameriere!

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  7. Ora però i tuoi lettori più attenti e pettegoli vogliono un secondo romanzo che tratti dello spinoso, eterno tema: la vita coniugale e i figli, maschi o femmine, che rischiano di derivarne. Quando ce lo sfornerai (il libro, beninteso)?

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  8. Il libro sta procedendo, ma dubito che parlerà di vita coniugale... comunque, quando sarò prossima al parto (del libro, ovvio) sarai il primo a saperlo...

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  9. Eh, lo so che il tuo libro prosegue (lo so da fonte fededegna, ma per altri motivi infidissima. E' che io mi bevo tutto, uffa). Ma certo che la vita coniugale di una giovine scrittrice è argomento di interesse enorme, e tu lo sai, nevvero.

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  10. Non dovresti fidarti troppo di fonti indirette...
    E per quanto concerne la mia vita amorosa (non coniugale... precisiamolo!), scivolerà come sempre tra le righe del mio prossimo libro... così come è avvenuto con il primo...

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  11. La tua vita sentimentale è tutt'un turbine di eventi e avvenimenti! Sei troppo materiale da A, Grazia e persino quella piccola infamata che è il Vanity Fair italiano (il giornalino dei figli di, sòb)

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  12. Magari! Ci metti tu una buona parola?

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