martedì 5 settembre 2006

VITE PARALLELE

Sono tornata. Ho lasciato scorrere le necessarie ventiquattro ore di decompressione. Per riprendermi dal cambiamento di panorama, di clima, di letto, di ambiente. Per disfare le valigie (compresa la borsa supplementare) e ordinare tutto. Per contattare la Telecom, dal momento che il mio telefono di casa era totalmente muto e senza vita. Per sistemare lo sfacelo trovato nell'orto. Per recuperare i vecchi ritmi.
Ed ora eccomi qui. Con l'unica certezza che Twin Peaks mi manca. Forse perché non ho fatto tutto ciò che avrei voluto fare. Forse perché ho lasciato troppe cose in sospeso. Forse perché ho dovuto salutare troppe persone dalle quali non avrei voluto separarmi. O forse. Forse è solo che non è facile tornare ad abituarsi alla vita di sempre.

A volte, mi sembra di vivere addirittura due vite. Due vite parallele. Una qui e una a Twin Peaks. Due vite che non si sono quasi mai incrociate. Gli amici di una parte e dell'altra non si sono mai incontrati. Gli ambienti sono molto diversi. La velocità con cui scorrono le giornate è differente. Anche il mio accento cambia, appena metto piede lassù (o appena torno qua in pianura). Ho tentato molte volte di trascinare (il verbo non è eccessivo, credetemi) le mie amicizie a trasferirsi per qualche giorno dall'altra parte, ma non ci sono mai riuscita. Ci ho provato descrivendo le meraviglie dell'una e dell'altra vita, ma è stato tutto inutile. Una volta, parlandone con un amico, lui mi ha detto: "Forse è meglio così" e poi mi ha citato una frase di Ghostbusters: "Mai incrociare i flussi… è pericoloso!"

E così, le mie due vite sono sempre rimaste rigorosamente separate. Anche se io muoio dalla curiosità di farle incontrare. Per vedere l'effetto che fa. Per capire cosa succede. Per sperimentare l'incrocio dei flussi…
Chissà… forse prima o poi ci riuscirò.
Per il momento posso solo sforzarmi di riprendere l'andatura milanese. E quale modo migliore se non con un sano happy hour domani sera? Tanto per celebrare l'imminente nuova stagione… per esorcizzare le incombenze prossime venture… per raccontarci le avventure estive… per confrontare le abbronzature… per bere un buon bicchierone di… qualunque cosa!
E magari, già che ci sono, provo a strappare una promessa a un'amica. Perché mi venga a trovare a Twin Peaks, un giorno o l'altro. Chi lo sa… nei fumi alcolici… nei cunicoli del nostro locale preferito… nei contorti discorsi che faremo… magari è la volta buona che le mie due vite parallele si incontreranno.

13 commenti:

  1. Noooo! L'happy hour no! Non è sdatissimo? Mi', c'era ai miei tempi, che è già lo scorso millennio, nemmeno secolo.
    Vous me surprenez, mademoiselle, quoi.

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  2. Oh monsieur...bentornato su questo blog...si sentiva la sua assenza!
    Per rispondere alla questione, come mai potrebbe l'happy hour essere demodè, se Ligabue gli ha da poco dedicato una canzone???
    Ma lo chiami pure, se preferisce, apéritif...

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  3. Assolutamente d'accordo, mio caro. Non sono certo una fan del Liga... era solo per dire che l'happy hour è ancora vivo e vegeto... pensiamo anche di esportarlo, a breve...

    PS: 'una vita da mediano'...brrrr...

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  4. Mapperlacaritàdelcielo! L'eppi àur ha già invaso ogni lido e riviera possibile od/ed immaginabile. Aridatece i bucatini nostri all'amatriciana, la pajàta, l'abbacchio e un bicèr de quèl bòn, suvvìa (per tacere dell'òrrida proliferazione di sushi e sashimi, vero)

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  5. HEYLA'!!! te l'avevo detto che ci saremmo ritrovati nel web!!! alla fine è stata una bella vacanza riposante la mia... da quel che leggo anche la tua anche se divisa tra "vite parallele"... ci sentiamo presto!!! un BACIONEEEE!!!!

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  6. Caro gh7, come al solito con lei non si può discutere... non amo le cibarie 'strane' e preferisco di gran lunga una sana pastasciutta (preferibilmente abbondante!!!)... ma l'happy hour è un simpatico modo per stare insieme senza la formalità di un ristorante e a basso costo! Ma temo che avrai da ridire anche su questo...

    dree: vorrei saperti rispondere in furlan, ma è già tanto se lo capisco! Ho visto il tuo meraviglioso blog... e ti faccio i miei complimenti! Sì, sono stata in Friuli, anche se purtroppo sono già tornata a Milano... il dialetto che parlo io è un po' diverso dal tuo (io sono di Giais, come avrai visto dal blog) ma non sai quanto vorrei saperlo parlare e scrivere come fai tu!!! Grazie della visita e torna pure quando vuoi. Baci

    Carlo: bentornato! I tuoi commenti mi sono mancati... la mia vacanza è stata riposante, ma vorrei tornare là... le vite parallele sono una scocciatura, certe volte!

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  7. ..intanto mi sembra che la stagione APERITìF sia stata riaperta ieri... e ti ricordo già il bis di mercoledì prossimo... :)
    Ah..io prima o poi voglio venire a twin peaks!!!

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  8. Sì!!!!
    Attendo con ansia mercoledì prossimo!!! La stagione si è riaperta nel migliore dei modi...
    E nella miriade di cose che ci siamo dette ieri sera, ho scordato di sottolineare che BISOGNA proprio che tu venga a Twin Peaks... suggerisco di utilizzare i momenti più noiosi (?) dell'appuntamento di sabato prossimo per organizzare la gita... che ne dici???

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  9. Cara la mia signora Lovisotto, ho da ridire eccome. Cos'è 'sta storia dell'happy hour, in un paese che dispone di vini inferiori soltanto a quelli di Francia? E cos'è quell'altra carabàttola del 'ristorante a basso costo'? Una vera dama, come tu sei, non li frequenta, anzi ignora persino che esistano. Ora, se mi dici che a Milano è un problema mangiare davvero bene, ti darò abbastanza ragione: però i posti ci sono e chissene se sono ad alto costo. Breve è la vita dell'uomo e sazia d'affannni: onde schivarne qualcuno, che c'è di meglio del vino e del mangiare buono (sì, c'è quell'altra roba là, che però da una certà età in avanti - la mia, per dire - è sconsigliata)

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  10. Carissimo, lo sapevo che avresti replicato in questo modo...
    Ma ben sai quanto dura e poco (POCO) redditizia sia la vita della scrittrice... io, mio caro, posso giusto permettermi un aperitivo alla settimana... figurati se mi avventuro in un ristorante ad alto costo! Certo, se qualcuno mi invitasse... ma ahimè, il rischio è che il giovanotto sia uno di quei maschietti moderni che ti fanno pagare la tua parte di conto (salato!). Quindi, il buon cibo me lo cucino da sola e il buon vino lo vado a comprare direttamente dai miei parenti dotati di vigna... alla faccia di tutti quanti!
    PS: quell'altra cosa là... non è ancora sconsigliata, ma solo da assumere con moderazione. Da una certa età in poi!

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  11. Cara la nostra scrittrice, partiamo dalla fine, come fanno in tivù. Quella cosa là è sempre da evitare alla mia età. Te, beata, sei giovine e puoi permetterti di tutto. In quanto a mangiar fuori, ma esistono ancora cavalieri che offrono cene e poi domandano conti separati? Cavalieri senza cavallo, diceva la buonanima di mio zio Nello, ai suoi tempi protagonista dei Pomeriggi danzanti del Casinò di Sanremo (circa 1930-38/9)!

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  12. Mio caro, cavalieri senza cavallo ce ne sono a volontà! Sono quelli intrepidi e dalla fulgida armatura che mancano... ahimè! E sono certa che zio Nello fosse uno di questi ultimi...

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