Non ho mai amato i consigli. Né darli né riceverli. Soprattutto fra persone che fanno lo stesso mestiere… Prova a fare così! Se funziona per me, allora deve funzionare per tutti! Lo trovo a dir poco insensato.
Invece. Trovo interessanti i suggerimenti, i trucchetti, le soffiate. Quelle stupide, piccole regolette che ognuno si forgia da sé col tempo… e che quando diventa abbastanza 'grande', decide di condividere con gli altri. Ecco perché ho seguito il trucchetto del mio scrittore di culto.Quanto segue fa parte di un piccolo saggio intitolato 13 WRITING TIPS, che si trova in versione integrale sul suo sito ufficiale..
Number One: Two years ago, when I wrote the first of these essays it was about my "egg timer method" of writing. You never saw that essay, but here's the method: When you don't want to write, set an egg timer for one hour (or half hour) and sit down to write until the timer rings. If you still hate writing, you're free in an hour. But usually, by the time that alarm rings, you'll be so involved in your work, enjoying it so much, you'll keep going. Instead of an egg timer, you can put a load of clothes in the washer or dryer and use them to time your work. Alternating the thoughtful task of writing with the mindless work of laundry or dish washing will give you the breaks you need for new ideas and insights to occur. If you don't know what comes next in the story… clean your toilet. Change the bed sheets. For Christ sakes, dust the computer. A better idea will come.
Ebbene. Ieri è stata una buona giornata per la mia scrittura. Tutto è filato liscio che più liscio non si può. Mi sentivo euforica. Mi sono pure dimenticata di cenare!
Ma ad un certo punto: buio! La mia storia si è bloccata. E io non sapevo più dove farla andare. Ho riscritto la stessa frase una decina di volte… poi mi sono arresa. Erano le quattro del mattino.
Però non mi sentivo stanca. E non volevo abbandonare la storia senza una fine. Così. Ho tolto le lenzuola dal letto, ho raccolto tutti gli asciugamani di casa e… ho fatto una lavatrice!
A quel punto, torno al computer. Mi sembra di avere un'idea buona. Scrivo mezza pagina, la rileggo. Faceva schifo. Niente da fare. Tanto vale andare a dormire, mi sono detta. Così. Ho messo nuove lenzuola e ho spento tutto. Erano le cinque. Più o meno.
Peccato che una coppia di simpatiche gazze abbia eletto il tetto di casa mia a suo nido d'amore. Avete idea di che baccano riescano a fare delle gazze in amore? Parecchio, ve lo garantisco. Perché mi hanno svegliata alle sette!
Mi alzo praticamente in catalessi. Vado a stendere la lavatrice (che nel frattempo aveva finito di lavare). Poi mi preparo la colazione. E mentre sto mettendo i cereali nel latte… illuminazione! Mollo tutto, accendo il computer ed ecco l'idea!
Il mio personaggio entrava in un ristorante per un appuntamento. E invece non doveva farlo! Ho cancellato metà di ciò che avevo già scritto.
Ora il personaggio resta fuori. E tutto funziona a meraviglia. Il racconto si è finito praticamente da solo!
Il trucchetto è infallibile! Ve lo assicuro!
Oggi ho avuto un'altra indecisione. Così. Ho spento tutto e ho preparato l'insalata di riso. Mi ci è voluta una mezz'ora… e quando sono tornata alla mia scrittura, l'indecisione era svanita. Ho riletto le ultime righe e mi è stato subito chiaro cosa dovevo fare.
Quindi, se a qualcuno servisse… mollate tutto per un po' e fate qualcosa che non richieda impegno mentale. Poi tornate all'opera e vedrete il risultato!
Per esperienza diretta posso dirti che funziona così anche per la pittura, la recitazione e la musica...perchè spesso quando si è troppo dentro le cose si perde la lucidità. E allora bisogna discostarsi, uscire dal proprio progetto artistico, distrarsi, e a quel punto guardare, o ascoltare, la propria opera da spettatore, e non più da autore, cosicchè si risvegli insieme alla creatività anche il senso critico.
RispondiEliminaMa è una trasformazione breve, perchè non appena l'io spettatore esprime la sua prima critica l'io autore trova la strada per "correggersi".
Sì, è decisamente un buon consiglio. Ops!Pardon, un buon suggerimento! ;-)
Ciao!
Paola
ciao giorgia! è vero! questo è un trucchetto che uso spesso, soprattutto ora che sto scrivendo una nuova storia che mi pesa un pò dal momento che è eccessivamente autobiografica! io lo chiamo volgarmente "disconnettere il cervello"... sono contento sapendo che tutti noi più o meno facciamo le stesse cose! ti ripeto una cosa (per la milionesima volta?): sono davvero ansioso di avere in mano la tua nuova creatura! ti abbraccio con affetto!
RispondiElimina'Uscire dal proprio progetto' è un'immagine che mi piace molto...
RispondiEliminaPerò continua a sembrarmi sorprendente che un grande scrittore suggerisca di 'disconnettersi' andando a fare il bucato o a pulire il bagno! Lo fa apparire più umano e meno rinchiuso in un altissimo olimpo di pochi eletti...
Comunque, sono felice che il suggerimento abbia ottenuto consensi.
Doveva essere proprio in catalessi ....... io avrei steso il bucato .....la lavatrice pesa un pochino ...come ha fatto?
RispondiEliminaCaro menphis... gli scrittori sono gente assai strana... non mi sentirei di escludere nulla.
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