martedì 1 agosto 2006

SONO IN LOCO

Non so perché amo questo luogo. Ma so che è l'unico luogo in cui mi sento in pace.
Nonostante tutto.
Sebbene di recente non sia particolarmente entusiasta di stare qui. E lo so che suona come un controsenso. Ma non è così.
Il punto è che tornare in questo luogo per me ha sempre significato ritrovare una persona. Qui ad aspettarmi. Una persona che non c'è più.
Mi bastava mandarle un messaggio sul cellulare: "Sono in loco". E lei rispondeva: "Ottimo! Ti aspetto stasera!"
Ma nonostante questo mio recente strazio, tornare qui mi dà comunque un senso di pace. Inspiegabilmente. Come se ogni atomo di cui sono fatta tirasse un profondo sospiro di sollievo. E all'improvviso, di comune accordo con tutti gli altri atomi, si spaparanzasse su una poltrona a sgranocchiare noccioline. Senza pensieri.

In particolare, quassù i miei cinque sensi si acuiscono. Perché qui c'è più silenzio che altrove, non esiste smog, non c'è umidità, si mangiano cibi genuini e gli oggetti sono più vividi. Concreti.
Qui vige la semplicità. Si apprezza l'essenza.
La spesa nella lillipuziana bottega del paese.
La passeggiata fino all'edicola-barra-cartoleria-barra-tabaccheria.
La raccolta delle pesche noci.
Il risotto con le zucchine gialle.

…e domani si va al mercato di Aviano. Perché il martedì è giorno di mercato.
Quando ero piccola, ci andavo in corriera con mia nonna. Mezzo paese pareva darsi appuntamento alle due fermate della corriera! Si partiva alle 8.30 del mattino e si tornava poco prima di mezzogiorno.
E al martedì era mio nonno a mettere la pentola sul fuoco, con l'acqua per la pasta. Un evento eccezionale… riservato solo al martedì di mercato! Perché abitualmente la cucina non era certo il suo territorio di competenza.

Quindi, per me il martedì è ancora sinonimo di mercato. Irrinunciabile. Anche se poi non compro nulla. Anche se poi vedo sempre le stesse persone. Sedute a bere il famoso aperitivo di Stradella e a mangiarsi i Baci di Dama avianesi.
Ma non solo.
Domani, se mi gira, do anche una spolverata alla mountain bike.

12 commenti:

  1. ... un ritorno alla semplicità... sai una cosa? vorrei essere li con te, in loco! un bacio

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  2. Sì, direi che per come la vivo io, qui la parola-chiave è proprio SEMPLICITA'. Si riapprezzano molte cose che nel caos quotidiano tendono a sfuggire... ed è una sensazione piacevolissima.
    Una sensazione che non tutti gradiscono...

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  3. Voglio andare a vivere in campagna/aaahhh/aaahh.

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  4. So che probabilmente trattasi di canzone nazional-popolare, ma purtroppo non sono ferrata sull'argomento...
    E la campagna... ha i suoi lati positivi e negativi, come ogni alta cosa. Ma se ami un luogo, tendi ad evidenziarne gli aspetti positivi, tollerando quelli negativi.

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  5. Avrei citato volentieri Hidden Cameras, Yann Tiersen o Telefon Tel Aviv, ma la poetica del Toto rimane inimitabile. Un misto fra colli di leopardiana memoria e discariche della Busca.

    La campagna è bella. Qui un pò campagna è. Anzi, "c'è il mare e la montagna/c'è tutta la Romagna". Questa è regional-popolare. Anzi, provincial. La cosa più bella della campagna sono i pinoli mangiati direttamente dalla pigna e schiacciati con un sasso. anche se poi vengono tutte le dita nere. ma se non ci sono mani da stringere, il problema non si pone.
    qualcuno ha dei pinoli?

    Anonima-Ste

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  6. Ecco, lo vedi, Ste: ogni campagna ha le sue cose belle da fare. Qui, invece dei pinoli, ci sono le more... anche quelle ti colorano le mani di blu... e poi quel colore non se ne va che dopo giorni e giorni...
    Però che buone le more colte direttamente dal rovo!!!

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  7. Anche le fragoline di bosco si lasciano mangiare.
    Comunque dove abito io è periferia. Ci sono campi, prati e un fiume. E gente che abbandona gattini con la coda fasciata nei giardini altrui. Tipo stasera. Nel mio. Idee per un nome?
    Anonima-Ste

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  8. Mmm... Caligola? Aristogatto? Cinnamon? Rosmarino?
    Però è difficile dargli un nome senza sapere com'è fatto..

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  9. Bè, è decisamente più corto di aristogatto. ha le orecchie a radar, nel senso che sono enormi. una stellina bianca sul collo. la coda evidentemente spezzata e tutta fasciata. Fa il paio con Trippy, la gatta che trovai 4 anni fa col muso semisfasciato da una macchina e un occhio andato. Mia mamma ha detto che questa è una casa e non un Cottolengo. Come darle torto?
    Anonima-Ste

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  10. ..io se avessi 2 gatti li chiamerei posi e nega come quelli di creamy!

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  11. ...io invece userei decisamente qualche similitudine culinaria... da qui: Rosmarino, Cinnamon, Strudel, Muffin, Bagel, Pepper... e via dicendo...
    Comunque, Ste, facci sapere il destino del gatto-per-il-momento-senza-nome...

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  12. Lo dico senza mezzi termini. sono incazzata nera. ieri notte il micio ha dormito con me. o meglio, ha dormito sulla mia testa. poi stamattina, qua si doveva uscire. e che si fa? bè, senza cassettina in casa, l'abbiamo lasciato in giardino, col cibo e gli altri mici.
    risultato: svanito nel nulla.
    fra poco riprendo le ricerche. ho chiamato pure l'enpa. ho chiamato tutti.

    l'ho già detto? cazzo!

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