Questa parola inglese ha molti significati. La usano i professori quando finiscono la loro lezione e devono lasciare liberi gli studenti. La usano i militari per congedare le truppe. La usano gli avvocati per archiviare una causa. E negli ultimi anni è entrata anche nel gergo comune, a significare 'scaricato/a'. Nel senso di mollato, abbandonato, lasciato. Non è una bellissima parola, a mio avviso.
C'è anche un penosissimo programmino su MTV che si intitola per l'appunto DISMISSED. Consiste in un tizio a cui vengono sottoposte due possibili ragazze (o viceversa, una tizia cui vengono presentati due papabili maschietti)… e lui deve scegliere nel giro di qualche ora una delle due. Alla fine del programma, pronuncia la fatidica frase, diretta alla non-prescelta:-YOU ARE DISMISSED
Sono sicura che è capitato anche a voi, di essere 'dismissed' da qualcuno. Non è mai un'esperienza piacevole. Ma a volte, è anche peggio.
In che modo?
Semplice. Quando lui non solo vi scarica, ma subito dopo averlo fatto… scappa via. Oppure vi scaccia in malo modo (dipende un po' dal luogo in cui si svolge l'azione).
La mia peggiore esperienza in questo campo è andata proprio così. Ovvero, dopo una serata mediamente serena trascorsa con il ragazzo di cui ero pazzamente innamorata, lui mi ha riaccompagnata a casa. Ha spento la macchina davanti al mio cancello. E senza troppi giri di parole, mi ha scaricata. YOU ARE DISMISSED. Alla fine del suo discorsetto, durato trenta secondi netti, mi ha chiesto:
-C'è qualcosa che vuoi dirmi?
Capirete… io ero sotto shock. Non avrei saputo nemmeno fare lo spelling del mio nome in quel momento. Avrei avuto bisogno di almeno una decina di minuti… per capire che l'alfabeto italiano constava sempre di 21 lettere, di cui 5 vocali e 16 consonanti. Che io mi chiamavo Giorgia. Che era aprile. Che avevo in gola delle corde vocali. Che ero ancora in grado di farle vibrare.
Ma niente. In quella circostanza non ho detto nulla. Ho scosso il capo. Forse ho detto: in questo momento non mi viene niente. Qualcosa così.
E a quel punto lui, l'uomo di cui ero follemente innamorata, ha pronunciato la seguente frase:
-Bene. Allora scendi dalla mia macchina, che domani mi devo alzare presto.
Sì.
Avete letto bene. Ha detto proprio: SCENDI DALLA MIA MACCHINA CHE DOMANI MI DEVO ALZARE PRESTO.
Eh già.
Sorry. You are dismissed.
Tranne che lui 'sorry' non l'ha detto.
Non sembra anche a voi che così sia molto peggio? Essere prima mollata e poi scacciata seduta stante?!
Ovviamente io me ne sono andata. Senza protestare troppo. Perché sono fatta così. Non mi piace imporre la mia presenza a chi dimostra di non gradirla. Perciò me ne sono andata. Ho aperto la portiera della macchina e sono andata via. Un gesto semplicissimo che però mi è costato una fatica inenarrabile. Ci sto male ancora adesso, se ci penso. Quanto era dura quella portiera, da aprire. E quanto mi è sembrato appiccicoso il sedile di quella macchina… era come se ci fossi incollata sopra!
Appena sono scesa, lui è sgommato via. Mi sono sempre chiesta perché.
Sorry.
You.
Are.
Dismissed.
Fino a ieri pensavo che questa peculiarità appartenesse solo ai fidanzati. Soprattutto quelli di cui sei follemente innamorata. E invece no. Anche i capi lo fanno, a volte.
Quindi, magari, è una roba 'da maschi'. Che ne so. Voi ne avete idea?
Bella storia, ma questo aneddoto risalirà a quando avevi 14-5 anni. Non ti ci vedo, a farti dismettere in 'sto modo beduìno, come dire.
RispondiEliminaIn ogni caso, son più le ragazze a dismiss che i maschi, dolcemente complicati, sempre più innamorati
Carissimo, avevo quasi 26 anni quando successe il suddetto fattaccio... ma forse hai omesso di leggere dove si diceva che ero 'follemente innamorata' del beduino...
RispondiEliminauna mia ex capa una volta doveva "dismettermi" da un incarico ma nn ha avuto il coraggio di dirmelo di persona, e a quanto ne so nn l'ha mai fatto di persona con nessuno, ha sempre delegato a vari malcapitati l'ingrato compito.
RispondiEliminaComunque, dopo pochi mesi, ho lasciato io la società, e dirglielo di persona è stato MOLTO appetitoso. Lei si è messa a gridare, ha pestato i pugni sulla scrivania e poi mi ha mandato a dire (da altri, sempre) che potevo non farmi più vedere da subito (pensava di farmi un dispetto?!). Beh questo per dire che forse i capi-donna non hanno il coraggio delle loro azioni?
E cmq a 17 anni, l'amico di quello con cui uscivo mi ha telefonato dicendomi che il tizio in questione mi lasciava.
Tutti dei Wallace!!
Sono stato "dismesso" davanti ad una tazza di cioccolato... lungo discorso. Ho pensato che non avrei mai sofferto più di quel momento, visto che l'Amavo alla follia, e Lei mi ha detto "addio".
RispondiEliminaPoi ho scoperto che asciugare le lacrime di chi ci Ama, è penoso forse anche più di quando a piangere siamo noi.
Mai avuto esperienze così brutali... mai avuto il coraggio di farle. Ma un taglio brusco, brucia meno di un delicato addio? Forse è meglio, per chi ci ama, un "vaffa" diretto che ci trasforma in disumani e smitizzati esseri da odiare, piuttosto che dei "mi dispiace" "non è colpa tua" che non permettono un distacco marcato e lasciano sempre un minimo di speranza in un cuore innamorato?
(per i licenziamenti questo discorso non vale.......) ;)
beh, Migratore, è anche vero che c'è modo e modo di comunicare l'imminente taglio brusco... e vale anche per i licenziamenti...
RispondiEliminaops, ero zurika
RispondiEliminaChe tenera! A 26 anni eri follemente innamorata. Poi più, vero? Non son cose che si fanno, da grandi
RispondiEliminaChe tristezza infinita smettere di innamorarsi. Io ho trent'anni e mi sento pronta ad innamorarmi follemente. Che amarezza quando dall'altra pare incontriamo persone che "hanno smesso", per il troppo dolore. Quanti pazzi amori abortiti, rimasti in un cassetto, come una vecchia moneta mai spesa. Per questo forse adoro lavorare con gli adolescenti. Così incoscienti e "spendaccioni".
RispondiEliminaPietrasopra
Cara Pietrasopra, conosco una persona che la pensa come te sugli adolescenti...
RispondiEliminaAmmetto che sia un po' triste non volersi innamorare alla follia, ma il mio istinto di conservazione è diventato ferreo, negli ultimi tempi!
Ma sono sicura che potrei fare un'eccezione...se solo il tizio giusto si decidesse a farmi una telefonata!
Magari anche lui ha il suo istinto di conservazione...
RispondiEliminaAhimé, parlando di telefonate che non arrivano tocchi un tasto dolente.
Pietrasopra
P.S. W gli adolescenti!!!
Carissima Pietrasopra,
RispondiEliminadubito che il suo sia istinto di conservazione. Temo che la parola giusta sia: indifferenza. Totale indifferenza nei miei riguardi.
Non mi trovi d'accordo sugli adolescenti, ma ultimamente sto iniziando ad apprezzare i ventenni... dici che sono sulla buona strada???
Brutta cosa essere attratti dagli indifferenti. Gli adolescenti meriterebbero un discorso più approfondito. Sicuramente vivono i sentimenti in modo molto immaturo, ovvio, non potrebbe essere diversamente. Spesso sono superficiali, usano molto a sproposito la parola amore. Ma non si risparmiano. Esagerano. (Che bello esagerare in amore!) Sanno ancora sognare.
RispondiEliminaSì, sei sulla buona stradam, i ventenni possono ancora andare. Comunque guarda che la mia simpatia per gli adolescenti è molto innocente, ehh! Certo sui ventenni invece ci si può fare un pensierino. Tempo fa mi sono innamorata follemente di un ventunenne (io ne avevo ventisei). Era un uomo molto migliore dei trente-trentacinquenni che frequentavo. Penso che la nostra generazione abbia prodotto molti uomini MOLTO problematici. E a me capita immancabilmente di essere attratta da uno di questi.
Una volta ho consigliato a un tale di leggersi "Gli indifferenti" di Moravia. Volevo la sua attenzione... e ha funzionato... per poco tempo, ma ha funzionato. Purtroppo lui era l'ennesimo coetaneo indifferente e problematico.
RispondiEliminaVorrà dire che mi dedicherò ai twenty-something d'ora in avanti... vediamo se sarò più fortunata!