Tutti abbiamo delle aspettative.
Le mie se ne stanno sedute composte sul divano. Per lo più in silenzio. Ogni tanto chiedono gentilmente una bibita. Qualche patatina da sgranocchiare. Niente di che. Al momento opportuno, scattano in piedi e mi si incollano addosso.Ho tentato delle manovre elusive, ma senza successo. Sono furbe. Portano sempre guai e delusioni. L'unico modo per conviverci in modo salutare è farle stare calme e tranquille. Le aspettative sono una rogna se si agitano. Montano come gli albumi sbattuti… e travolgono tutto, come una gigantesca meringa.
Ieri, io e la mia aspettativa cinematografica siamo andate al cinema. A vedere Mission Impossible 3. Ognuno ha le sue debolezze… la mia si chiama Tom e non ci sta molto con la testa.
Era lo spettacolo delle 15. Cinema Odeon. Sala 1. C'erano una quindicina di persone (comprese noi due). Il brivido che si prova a stare in una sala da 1000 posti praticamente deserta è inspiegabile. È come se avessero inventato il cinema solo per te. Il sogno segreto di ogni cinefilo (per inciso, nel mio sogno segreto, c'è anche un tizio di cui non farò il nome seduto accanto a me, ma non stiamo qui a sottilizzare).
Io e la mia aspettativa eravamo gongolanti. A dir poco.
Buio in sala. Pubblicità. Trailer. Paramount Pictures. Buio. Qualcuno grida, forse gli stanno facendo del male. Appare Tom. Massacrato e legato a una sedia da barbiere. C'è Philip. Un cattivo che più cattivo non si può. Uno dei miei attori di culto. Dice che conterà fino a dieci e poi sparerà alla donna imbavagliata. Fantastico. Io e la mia aspettativa sorridiamo compiaciute.
10. Colpo di pistola. Buio. Parte la musichetta.
Il film si trasferisce a casa di Tom Cruise alias Ethan Hunt. È la sua festa di fidanzamento.
COSA???
La mia aspettativa comincia a dimenarsi sulla poltrona. Non è un buon segno. Io ostento indifferenza. Per non darle soddisfazione. La mia tattica sembra funzionare. Cinque minuti più tardi, l'agente Hunt ascolta la sua missione. Questo messaggio si autodistruggerà entro 5 secondi. Adoro quella frase! Peccato la dicano una sola volta…
Neanche il tempo di rendersene conto e la squadra dell'IMF è sul campo. Diavolerie tecnologiche a go-go. Frastuono in dolby surround. Io e la mia amica siamo impietrite. Nemmeno un battito di ciglia, per non perderci un solo sparo. Ci sono Tom e Ving, poi l'attore di Match Point e l'attrice di Felicity. Siamo in estasi!
La missione sembra riuscita. E sono passati solo 15 minuti. Strano. Ma ecco il colpo di scena. Una microcarica esplosiva impiantata nella testa. Damn it!
La mia aspettativa mi tira una gomitata nelle costole. Io la ignoro, ma lei non demorde. Cerco di scrollarmela di dosso, ma niente.
Jena Plissken, mi sussurra.
Ok, le dico, questa storia della microcarica esplosiva c'era anche in "1997: Fuga da New York". Nel 1981. Ho capito!
Non mi sembra così grave. Ma tutto il seguito del film è un continuo sussurro. Lei scova incongruenze. Dialoghi insensati. Salti temporali. Passaggi oscuri. Nonostante le proteste, la mia aspettativa mi tormenta fino ai titoli di coda.
Neppure la musica mi piace!, conclude inorridita.
Ok, non sono i Limp Bizkit, ma…
Niente da fare. Non le è piaciuto. Mi salva dal massacro solo Philip Seymour Hoffman, il cattivo che più cattivo non si può. E su questo non ho nulla da obiettare.
Forse si potrebbero aggiungere anche il vestito rosso fuoco e i sandali di strass, ma non voglio provocarla oltre.
Da qualche parte ho anche letto che (forse) questo sarà il capitolo conclusivo della serie Mission: Impossible. Bè, chi si intende un po' di sequel sa che ci sarà anche il numero quattro. E sa anche quale sarà lo spunto di partenza.
Sta tutto in quel "Wow" pronunciato da Ethan Hunt a 5 minuti dalla fine. Speriamo solo che la prossima volta David Fincher non venga scaricato brutalmente a metà riprese. O che magari si possa fare un'eccezione e convincere John Woo a riprovarci.
Speriamo.
O sarò costretta a comprare una dose massiccia di popcorn. Per far stare zitta la mia amica. Per tenerla impegnata. Per distrarla. L'aspettativa.
Carina la tua aspettativa anche se fastidiosa è un bell'animaletto domestico e, da questo primo post letto, carino anche il tuo modo di scrivere.. compulsivo? Chissà com'è cmq è carino ^_^ Kisses
RispondiEliminaIo e la mia aspettativa ringraziamo. Lei adesso sta dormicchiando...ma gradirà senz'altro i tuoi complimenti.
RispondiEliminaLa scrittura compulsiva è un po' come avere qualcuno che ti urla nella testa...se apri la bocca, escono le parole. Ma se non la apri, stai malissimo...perchè le parole accumulate fanno un gran chiasso!!!
Baci
Le aspettative che sgranocchiano patatine sul divano sono fantastiche!!! no di più, guarda vorrei averle qua, giusto per poterle vedere mentre aspettano il momento per assalirti alla gola!!! A me di solito capita dopo 2 mesi e 9 giorni da che inizio un nuovo lavoro... un bacione Giò!!!
RispondiElimina2 mesi e 9 giorni? Ups...
RispondiEliminaLa sedia del collega ha per caso ricominciato a scricchiolare?
Le aspettative le devi tenere occupate...mettigli un dvd di 4 ore sulla rivoluzione russa...oppure ingozzale...compragli popcorn all'ingrosso!
Che ne dici, magari un giorno le facciamo incontrare, le mie e le tue...?