giovedì 6 aprile 2006

UOMINI E CANI

Il mio viscerale amore per la pubblicità ha radici lontane. Radici che affondano direttamente in terza media. Quando una simpatica professoressa aveva assegnato alla classe un complicato lavoro di analisi sulla pubblicità (televisiva e cartacea). E da lì mi è nata l'ossessione.
Ossessione per la quale, ancora oggi, strappo dalle riviste le foto pubblicitarie che più mi colpiscono. E non cambio canale durante le interruzioni pubblicitarie (che molto spesso sono la parte migliore di un programma).
Senza contare che ci sono fior fiore di registi che si cimentano con gli spot. Alessandro D'Alatri. Spike Lee. Tarsem Singh. Mike Figgis. Luc Besson. E via elencando.
Detto questo, da qualche tempo ho notato che una nuova equazione sta impazzando sul piccolo schermo:

uomo + cane = spot della birra

In particolare, ci sono due marche (Heineken e Bud) che nei loro ultimi exploit pubblicitari hanno puntato sul miglior amico dell'uomo. Il più recente è uno spot (meraviglioso) che ha per protagonista un cane. Ralph. Che nasconde la birra del suo padrone, scavando una buca in giardino. Per costringerlo ad un'uscita fuori programma.
Questa nuova tendenza mi ha fatto riflettere. E mi sono anche ricordata di un libro. Che pare stia spopolando negli Stati Uniti. Si intitola: Marley & Me: life and love with the world's worst dog e l'ha scritto nel 2005 un certo John Grogan.
Già dal titolo si intuisce che l'autore descrive il rapporto di amore/odio per il suo cane (nello specifico un labrador di nome Marley), il quale gli ha letteralmente condizionato (rivoluzionato?) la vita.
E mi sono chiesta: possibile che le dinamiche uomo-cane siano talmente preponderanti nella nostra società da creare addirittura un filone pubblicitario?
Per rispondere alla domanda, non ho dovuto far altro che pensare a me. A me e al mio cane. Byron. Da quando è arrivato in casa mia, è lui a comandare. A dettare regole e orari. A gestire (occupare?) gli spazi. A decidere a che ora svegliarmi. A bucherellare le calze lasciate incustodite. A stabilire le pause-gioco.
Quindi la risposta è sì. La sola cosa che mi lascia perplessa è l'assenza di donne nell'equazione.
Per quale ragione i geniali pubblicitari di cui sopra non hanno mai inserito qualche femmina nei loro adorabili spot?
Forse che birra e cani sono di esclusivo dominio maschile? Non credo proprio. Io e Byron ne siamo la dimostrazione. Bevente e abbaiante.

2 commenti:

  1. ...forse lo so.
    Perche' il cane capisce di piu' l'uomo che le donne.
    E viceversa.

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  2. E allora, mi sa che sono la solita eccezione!
    Io i cani li attiro (non è una battuta sugli uomini...intendo proprio i cani!), come una calamita (e viceversa...)
    Quindi mi sento un po' discriminata da queste pubblicità. E anche il mio adorato Byron, se solo potesse parlare!

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